Ho detto Bucarest non Budapest!

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Accade spesso che i nomi di due delle capitali dell’Est Europa si confondano, visto che si somigliano troppo. I nomi, non le città! Molte volte, nei quiz televisivi, ho sentito la domanda: ” Qual’è la capitale della Romania, Bucarest o Budapest?”, nel tentativo di chiarire questo dubbio di toponimia. Mi viene istintivamente di giudicare negativamente quelli che non hanno le idee troppo chiare, dimostrando ignoranza in geografia, ma poi mi dico che forse è anche colpa di una città se non riesce ad affermare una propria identità che la renda diversa da tutte le le altre agli occhi dei turisti.

Trattandosi della capitale della Romania, spesso mi viene chiesto un parere su Bucarest, se è bella, se vale la pena di essere visitata. Premetto che la Transilvania austro-ungarica, il nord, da dove vengo, ha sempre guardato con un pizzico di arroganza la Bucarest del sud troppo “balcanica”, caciarona, rumorosa, a tratti approssimativa (per gli italiani, “balcanico” in Romania è un termine che racchiude molti dei pregiudizi che in Italia si associano spesso agli abitanti del sud). Non nascondo che ogni volta che incontro in aeroporto un turista straniero che mi dice con ammirazione che “la Transilvania è tutt’altra cosa” rispetto a Bucarest e al sud della Romania in generale, mi sento gratificata.

No, non è la mia città del cuore, l’avrete capito, né quella dei miei sogni e, quando vivevo ancora in Romania,  non ho mai pensato di trasferirmi nella capitale e di lasciare  Cluj -Napoca, come hanno fatto tanti miei amici, inseguendo i loro sogni (in Romania l’emigrazione lavorativa va verso sud).  Perciò, fidatevi di me e di ciò che vi dirò su Bucarest perché non mi sento coinvolta emozionalmente, anche se la metà dei miei parenti vive lì. Quando una delle mie zie di Bucarest ha saputo che stavo scrivendo un articolo sulla sua città  mi ha detto “Ah, finalmente prendi in considerazione anche a noi!”.

Arcul de Triumf

Arcul de Triumf

Beh, non avrei potuto esimermi! Non sarà la mia città preferita, ma è pur sempre il cuore economico, politico e culturale della Romania la città rumena più visitata dai turisti stranieri. Bucarest vanta 37 musei, 22 teatri, 2 teatri dell’opera, 3 auditorium, numerose biblioteche pubbliche, librerie e i tipici book-caffè. Indicata spesso come  la “Parigi dell’Est” (come del resto Budapest, giusto per alimentare la confusione), per la particolare architettura d’ispirazione francese, fatta di ampi viali e di gloriosi edifici della Belle Epoque, ma anche per l’ambiente culturale cosmopolita dell’epoca. Per completare il paragone, uno dei monumenti più belli di Bucarest è l’Arco di Trionfo,  dal quale inizia Șoseaua Kiseleff, un grande viale anche più lungo e più largo del celebre Champs Elysées. Non a caso,  nel 2004, il film biografico Modigliani,  di Mick Davis, è stato girato proprio nella Piccola Parigi, Bucarest. 

Prima di scrivere l’articolo ho fatto un’ indagine personale tra i miei amici e conoscenti,  per vedere un po’ che cosa viene in mente quando si pensa a Bucarest…

Citando in ordine sparso, ecco cosa ho raccolto: Casa del Popolo, l’edificio più grande del mondo dopo il Pentagono, la squadra di calcio Steaua București e lo stadio Arena Națională (che ospiterà quattro partite  durante gli Europei itineranti di calcio del 2016), i ragazzi drogati e malati che vivono da vent’anni nelle fogne e nei cunicoli della città,  i cani randagi e le vari leggi sull’eutanasia canina che hanno sconvolto l’opinione pubblica internazionale. Qualche fan di Michael Jackson ricorda Bucarest perché è ancora convinto che il più bel concerto dell’artista sia stato Dangerous, Live in Bucharest, nel 1992, tra l’altro anche il primo mega-concerto pop in un paese ex-comunista.  
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Direi che Bucarest, con i suoi quasi 2 milioni di abitanti, non sia tra le capitali turistiche più gettonate dell’Europa, anzi, molto probabilemnte è tra le capitali meno conosciute. Una città ancora tutta da scoprire. Ogni anno, arrivano qui circa 700.000 stranieri: italiani, americani, tedeschi, inglesi e francesi, ma più della metà vengono per affari e solo una piccola percentuale, circa il 10% , è attratta dalle bellezze della città.  L’ente nazionale del Turismo parla anche di un’altra categoria di turisti, il 15%, che viene per ragioni sentimentali.  Il motivo lo potremmo trovare in una famosa canzone degli anni cinquanta, considerata un vero inno delle ragazze di Bucarest: “Fetițe dulci ca-n București, în toată lumea nu găsești” (“Ragazze dolci come a Bucarest non le trovi da nessuna parte nel mondo”)  – ehm, se state pensando a quello, sappiate che è finito il turismo sessuale low-cost degli anni ’80!

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Corte Antica, Statua di Vlad Țepeș

Comincerei a parlare di questa città dal nome che, probabilmente, deriva dalla parola rumena “bucurie”, che significa felicità, gioia. La giusta traduzione sarebbe quindi la “città della gioia“.  Ma il documento che attesta la sua nascita racconta tutt’altro. Secondo le fonti storiche antiche, la città è stata fondata nel 1459, sulla riva del fiume Dâmbovița,  da Vlad Țepeș, il leggendario Dracula, proprio lui!  Vlad III fece costruire la fortezza di Bucarest, prima di una lunga serie di fortificazioni, allo scopo di difendere la Valacchia dagli attacchi dei turchi. Verso la fine del sedicesimo secolo, Bucarest era la più grande città cristiana del sud-est europeo.

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Lago Snagov

E’ curioso che il documento che attesta la nascita della città,  firmato proprio da Vlad l’Impalatore,  si conclude con una terribile maledizione. Terminare un contratto con una maledizione era un’usanza abbastanza comune all’epoca ma, trattandosi della firma autografa del Principe del Male gli studiosi considerano tale invettiva piuttosto nefasta per questo luogo. Inveendo contro il venditore della terra e la sua gente “e lui e la sua carne saranno distrutti dalla parola di Dio e nell’oltretomba la sua anima sarà con Giuda e Arius (teologo berbero, dichiarato eretico nel 325 d.c. e poi riabilitato, per le sue idee sulla non deità del figlio di Dio)  e con gli altri che hanno detto: il suo sangue cadrà su di loro e sui loro figli, questo è ora e sarà per sempre, amen” (documento originale conservato nel Museo Nazionale di Storia di Bucarest).

Si può immaginare che con un simile auspicio in città ci fu un proliferare di libri di malefici e anatemi, dei veri best-sellers, e il commercio a base di maledizioni fu più fiorente che mai.
La storia della città nei secoli a venire non fu affatto benevola e sono molti quelli che credono che la lunga serie di alluvioni, terremoti, incendi, invasioni, epidemie che hanno colpito Bucarest, i 40 anni di folle dittatura comunista, siano la conseguenza della sua nascita maledetta dal temuto Vlad Țepeș. Lo stesso che la tradizione popolare vuole che sia sepolto a pochi chilometri da Bucarest, nel Convento di Snagov, su un’isola, nel mezzo di un lago (ma avete letto che si parla anche di sua una sepoltura a Napoli?).
E di maledizione in maledizione, si dibatte anche su cosa abbia influito di più sulla morte del dittatore Ceaușescu, fucilato con la moglie nel giorno di Natale del 1989 durante la Rivoluzione anti-comunista. Si, perché come se non bastasse il fatto di governare in una città maledetta, nel 1984, per ordine suo, furono demoliti molti edifici e più di 20 chiese (molte considerate monumenti storici) , tra cui Spitalul Brâncovenesc (Ospedale Brâncoveanu) e la chiesa che era lì accanto. Sulla chiesa c’era un’iscrizione, del 1800, che prediceva che “colui che toccherà questa costruzione finirà ucciso dal suo popolo in un giorno di festa”.  Detto fatto!

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Bon Jovi a Bucarest di fronte alla Casa del Popolo

Bucarest non è una città monumentale,  né appariscente a prima vista,  va scoperta a poco a poco, perché nasconde le sue bellezze e anche i suoi misteri, tra le vie e nei quartieri. Per decenni, è stata vittima della politica architettonica folle del dittatore Ceaușescu, che sognava di costruire un’intera città nuova,  sul modello coreano o cinese, distruggendo quella antica. La Casa del Popolo, attualmente sede del Parlamento rumeno, richiese il sacrificio di centinaia di edifici storici, chiese e abitazioni (Casa del Popolo? Leggi qui.). Com’è facile immaginare, proprio questo monumento che testimonia un periodo tra i più bui della storia del paese, rappresenta oggi la più grande attrazione turistica della capitale.  La Casa del Popolo è nel Guiness World Record con tre primati:  il più grande, il più costoso e il più pesante edificio amministrativo del mondo! Davanti al grandioso edificio si apre la Piazza della Costituzione, luogo in cui si sono svolti, dopo la caduta del comunismo,  quasi tutti i grandi eventi musicali internazionali.

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Zona Lipscani

In questa città dai mille volti, non è facile trovare una mappa che possa guidare i turisti nella ragnatela di piazze, strade, boulevards, vicoli, o viuzze, ma forse proprio il fatto di lasciare tutto al caso, alla fortuna, offre al turista l’opportunità di scoprire una città meno scontata,  ma piena di posti affascinanti.  La piazza San Giorgio (Piaţa Sfântul Gheorghe) con l’omonima chiesa è considerata il centro esatto di Bucarest. Qui è situato il km “zero”, punto ideale da cui si misurano le distanze del paese. La piazza non è distante dall’edificio dell’Università. A sud della Piazza dell’Università si estende la vecchia Bucarest, chiamata Curtea VecheCorte Antica fatta costruire da Vlad l’Impalatore, con numerosi edifici in stile neogotico di suggestiva bellezza Sono imperdibili nel centro storico la Chiesa della Corte Antica, risalente al XVI secolo,  celebre per i suoi magnifici affreschi,  Carul cu bere (Carello di birra), uno dei più famosi ristoranti di Bucarest,  inaugurato nel 1879 e Hanul lui Manuc (La Locanda di Manuc), il più antico albergo di Bucarest, costruito all’inizio del 1800. Sempre nella Città Antica è molto suggestiva la zona Lipscani,  così chiamata perché un tempo vi si aprivano le botteghe di commercianti tedeschi provenienti per lo più dalla città di Lipsia. Ancora oggi molte delle strade portano nomi derivati dalle attività artigianali e commerciali che vi si svolgevano, o da quello della provenienza dei mercanti che vi operavano.

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Chiesa Stavropoleos

Lasciando la Corte Antica, non lontano troverete il viale più antico di Bucarest che oggi è la via più alla moda della città: Calea Victoriei, con i negozi più costosi della capitale, che ospitano numerose marche di lusso. Lungo il suo tracciato si affacciano molte delle principali attrazioni cittadine, tra cui la Piazza della Rivoluzione, resa famosa dalla caduta di Ceausescu il 21 dicembre 1989, in cui vennero documentati i suoi ultimi minuti al potere e la sua fuga in elicottero. Vari monumenti, fra cui il memoriale del Rinascimento, rendono omaggio ai romeni che vi persero la vita. Sulla piazza si affaccia una piccola ma bellissima chiesa ortodossa, Chiesa Crețulescu,  del 1722 costruita in mattoni rossi. Circondata da un quartiere di grigi edifici tipici del regime di Ceausescu,  è una delle chiese nascoste di Bucarest. La città è impreziosita da numerose chiesette bizantine e da molti monasteri, salvati dalla demolizione, come la Chiesa Stavropoleos e il Monastero Antim.

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L’Opera Romena

Bucarest è una città che ha trovato nella cultura la sua ancora di salvezza spirituale negli anni della repressione comunista. Testimoni sono i numerosi teatri, musei, biblioteche, gallerie d’arte che rendono la capitale rumena affascinante per gli amanti della cultura. Tra i 22 teatri della città più importanti: l’Opera Romena, al cui ingresso si trova la statua del compositore George Enescu, il Teatro Nazionale, ricostruito nel corso degli anni sessanta dopo la distruzione con i bombardamenti del 1944 da parte delle truppe tedesche, l’Ateneo Romeno, diventato il simbolo culturale della città. Tanti sono anche i musei che è possibile ammirare nella città di Bucarest, se ne contano addirittura 37: si va dal Museo Nazionale d’Arte che conserva oltre 70mila capolavori, al Museo di Storia della Romania, dal Museo Nazionale Cotroceni situato all’interno dell’omonimo palazzo dove risiede il Presidente della Repubblica al Museo della Musica, tanto per citarne alcuni. E ancora il Museo del Villaggio,  uno dei più grandi musei etnografici all’aria aperta in tutta Europa.  Non va dimenticato poi il Museo di Storia Naturale Grigore Antipa, uno dei primi musei al mondo specializzato in questo settore: vanta oltre 30mila pezzi unici. 

Una visita a Bucarest non può essere completa senza una passeggiata nei numerosi parchi della città, con i loro laghi artificiali, o lungo il fiume Dâmbovița, magari di sera, per renderla veramente romantica. Quando cade la notte, la città apre le sue porte verso un mondo di divertimento ed intrattenimento dove c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra tanti ristoranti, casinò, pub, discoteche, club, che rendono la vita notturna davvero interessante.noaptea judecatorie
Attenti a malefici e fatture comunque…ricordatevi che siete sempre nella città fondata dal conte Dracula!

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